Art. 1
1. All'articolo 392 del codice penale, dopo il secondo comma e'aggiunto il seguente:
((Si ha, violenza sulle cose allorche' un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero
viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico)).
Art. 2
1. L'articolo 420 del codice penale e' sostituito dal seguente:
((Art. 420. - (Attentato a impianti di pubblica utilita'). -
Chiunque commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere
impianti di pubblica utilita', e' punito, salvo che il fatto
costituisca piu' grave reato, con la reclusione da uno a quattro
anni.
La pena di cui al primo comma si applica anche a chi commette un
fatto diretto a danneggiare o distruggere sistemi informatici o
telematici di pubblica utilita', ovvero dati, informazioni o
programmi in essi contenuti o ad essi pertinenti.
Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento
dell'impianto o del sistema. dei dati, delle informazioni o dei
programmi ovvero l'interruzione anche parziale del funzionamento
dell'impianto o del sistema la pena e' della reclusione da tre a
otto anni)).
Art. 3
1. Dopo l'articolo 491 del codice penale e' inserito il
seguente:
((Art. 491-bis - (Documenti informatici). - Se alcuna delle
falsita' previste dal presente capo riguarda un documento
informatico pubblico o privato, si applicano le disposizioni del
capo stesso concernenti rispettivamente gli atti pubblici e le
scritture private. A tal fine per documento informatico si intende
qualunque supporto informatico contenente dati o informazioni
aventi efficacia probatoria o programmi specificamente destinati
ad elaborarli)).
Art. 4
1. Dopo l'articolo 615-bis del codice penale sono inseriti i
seguenti:
((Art. 615-ter. - (Accesso abusivo ad un sistema informatico o
telematico). - Chiunque abusivamente si introduice in un sistema
informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi
si mantiene contro la volonta' espressa o tacita di chi ha il
diritto di escluderlo, e' punito con la reclusione fino a tre
anni.
La pena e' della reclusione da uno a cinque anni:
1. Se il fatto e' commesso da un pubblico ufficiale o da un
incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con
violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da
chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore
privato, o con abuso della qualita' di operatore del sistema;
2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle
cose o alle persone, ovvero se e' palesemete armato;
3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del
sistema o l'interruzione totale o parziale del suo funzionamento,
ovvero la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle
informazioni o dei programmi in esso contenuti.
Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino
sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi
all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanita' o
alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena
e', rispettivamente, della reclusione da uno a cinque anni e da
tre a otto anni.
Nel caso previsto dal primo comma il delitto e' punibile a
querela della persona offesa; negli altri casi si procede
d'ufficio.
Art. 615-quater. - (Detenzione e diffusione abusiva di codici di
accesso a sistemi informatici o telematici). - Chiunque, al fine
di procurare a se' o ad altri un profitto o di arrecare ad altri
un danno, abusivamente di procura, riproduce, diffonde, comunica o
consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad
un sistema informatico o telematico, protetto da misure di
sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al
predetto scopo, e' punito con la reclusione sino ad un anno e con
la multa sino a lire dieci milioni.
La pena e' della reclusione da uno a due anni e della multa da
lire dieci milioni a venti milioni se ricorre taluna delle
circostanze di cui ai numeri 1) e 2) del quarto comma
dell'articolo 617-quater.
Art. 615-quinquies. - (Diffusione di programmi diretti a
danneggiare o interrompere un sistema informatico). - Chiunque
diffonde, comunica o consegna un programma informatico da lui
stesso o da altri redatto, avente per scopo o per effetto il
danneggiamento di un sistema informatico o telematico, dei dati o
dei programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti, ovvero
l'interruzione, totale o parziale, o l'alterazione del suo
funzionamento, e' puntio con la reclusione sino a due anni e con
la multa sino a lire venti milioni)).
Art. 5
1. Nell'articolo 616 del codice penale, il quarto comma e'
sostituito dal seguente:
((Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per
"corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica,
telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni
altra forma di comunicazione a distanza)).
Art. 6
1. Dopo l'articolo 617-ter del codice penale sono inseriti i
seguenti:
))Art. 617-quater. - (Intercettazioni, impedimento o
interruzione illecita di comunicazioni informatiche o
telematiche). - Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni
relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti
tra piu' sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, e' punito
con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, la stessa pena
si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di
informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle
comunicazioni di cui al primo comma.
I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a
querela della persona offesa.
Tuttavia si procede d'ufficio e la pena e' della reclusione da
uno a cinque anni se il fatto e' commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato
dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente
servizi pubblici o di pubblica necessita';
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico
servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri
inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della
qualita' di operatore del sistema;
3) da chi esercita anche abusivamente la profesisone di
investigatore privato.
Art. 617-quinquies. - (Installazione di apparecchiature atte ad
intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche
o telematiche). - Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge,
installa apparecchiature atte ad intercettare, impedite o
interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o
telematico ovvero intercorrenti tra piu' sistemi, e' punito con la
reclusione da uno a quattro anni.
la pena e' della reclusione da uno a cinque anni nei casi
previsti dal quarto comma dell'articolo 617-quater.
Art. 617-sexies. - (Falsificazione, alterazione o soppressione
del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche). -
Chiunque, al fine di procurare a se' o ad altri un vantaggio o di
arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o
sopprime, in tutto oo in parte, il contenuto, anche
occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni
relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti
tra piu' sistemi, e' punito, qualora ne faccia uso o lasci che
altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena e' della reclusione da uno a cinque anni nei casi
previsti dal quarto comma dell'articolo 617-quater)).
Art. 7
1. Nell'articolo 621 del codice penale, dopo il primo comma e'
inserito il seguente:
((Agli effetti della disposizione di cui al primo comma e'
considerato documento anche qualunque supporto informatico
contenente dati, informazioni o programmi)).
Art. 8
1. L'articolo 623-bis del codice penale e' sostituito dal
seguente:
((Art. 623-bis. - (Altre comunicazioni e conversazioni). - Le
disposizioni contenute nella presente sezione, relative alle
comunicazioni e conversazioni telegrafiche, telefoniche,
informatiche o telematiche, si applicano a qualunque altra
trasmissione a distanza di suoni, immagini od altri dati)).
Art. 9
1. Dopo l'articolo 635 del codice penale e' inserito il
seguente:
((Art. 635-bis. - (Danneggiamento di sistemi informatici e
telematici). - Chiunque distrugge, deteriora o rende, in tutto o
in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui,
ovvero programmi, informazioni o dati altrui, e' punito salvo che
il fatto costituisca piu' grave reato, con la reclusione da sei
mesi a tre anni.
Se ricorre una o piu' delle circostanze di cui al secondo comma
dell'articolo 635, ovvero se il datto e' commesso con abuso della
qualita' di operatorre del sistema, la pena e' della reclusione da
uno a quattro anni)).
Art. 10
1. Dopo l'articolo 640-bis del codice penale e' inserito il
seguente:
((Art. 640-ter. - (Frode informatica). - Chiunque, alterando in
qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o
telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalita' su
dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico
o telematico o ad esso pertinenti, procura a se' o ad altri un
ingiusto profitto con altrui danno, e' punito con la reclusione da
sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila a due
milioni.
La pena e' della reclusione da uno a cinque anni e della multa
da lire seicentomila a tre milioni se ricorre una delle
circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell'articolo
640, ovvero se il fatto e' commesso con abuso della qualita' di
operatore del sistema.
Il delitto e' punibile a querela della persona offesa, salvo che
ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o
un'altra circostanza aggravante)).
Art. 11
1. Dopo l'articolo 266 del codice di procedura penale e'
inserito il seguente:
((Art. 266-bis. - (Intercettazioni di comunicazioni informatiche
o telematiche). - 1. Nei procedimenti relativi ai reati indicati
nell'articolo 266, nonche' a quelli commessi mediante l'impiego di
tecnologie informatiche, e' consentita l'intercettazione del
flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o
telematici ovvero intercorrente ttra piu' sistemi)).
Art. 12
1. L'articolo 268 del codice di procedura penale e' cosi'
modificato:
a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
((3-bis. Quando si procede a intercettazione di comunicazioni
informatiche o telematiche, il pubblico ministero puo' disporre
che le operazioni siano compiute anche mediante impianti
appartenenti a privati));
b) i commi 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:
((6. Ai difensori delle parti e' immediatamente dato avviso che,
entro il termine fissato a norma dei commi 4 e 5, hanno facolta'
di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di
prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o
telematiche. Scaduto il termine, il giudice dispone l'acquisizione
delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o
telematiche indicati dalle parti, che non appaiano manifestamente
irrilevanti, procedendo anche in ufficio allo stralcio delle
registrazioni e dei verbali di cui e' vietata l'utilizzazione. Il
pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo
stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima.
7. Il giudice dispone la trascrizione integrale delle
registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle
informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o
telematiche da acquisire, osservando le forme, i modi e le
garanzie previsti per l'espletamento delle perizie. Le
trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il
dibattimento.
8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare
eseguire la trasposizione della registrazione su nastro magnetico.
In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche
o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo
supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa
prevista dal comma 7)).
Art. 13
1. Al comma 1 dell'articolo 25-ter del decreto-legge 8 giugno
1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
1992, n. 356, dopo le parole: ((e di altre forme di
telecomunicazione)) sono inserite le seguenti: ((ovvero del flusso
di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici)).
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara'
inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addi' 23 dicembre 1993
Scalfaro
Ciampi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Conso, Ministro di grazia e giustizia
Visto, il Guardasigilli: Conso